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Monterano
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mweqMonterano (anche conosciuta come mwegAntica Monterano o mwewMonterano Vecchia; in mwfalatino quasi certamente mwfqManturianum poi corrotto in mwfgManturanum) è una mwfwcittà fantasma in Italia, situata nella mwgaprovincia di Roma, nel territorio di mwgqCanale Monterano. Arroccata sulla spianata sommitale di un'altura mwggtufacea, è attualmente inclusa nella mwgwRiserva naturale regionale Monterano. Le rovine dell'antico borgo, per la loro bellezza e la relativa vicinanza a mwhaRoma, sono state utilizzate come set per numerosi film sia italiani che stranieri.
Contents
• Storia
• Note
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Geografia
La collina tufacea su cui sorge Monterano è lambita dal mwjafiume Mignone a nord e a ovest e dal fosso del Bicione a sud. L'area sommitale occupa uno spazio di 5,3 ettari. Alla base della collina in direzione nord e sud-est si trovano le mwjqsolfatare, seguite poco oltre dalla cascata della Diosilla. Il territorio circostante è scandito da sorgenti di acqua termale, tra cui le terme di Stigliano, attrezzate per la ricezione turistica, circa 3mwjg km a sud-ovest.
Storia
Origine del nome
Il territorio di mwlgManziana e di mwlwCanale Monterano era consacrato dagli mwmaEtruschi al dio dell'oltretomba mwmqManth (in latino mwmwMantus): da questo prendeva il nome la silva Mantiana, grande area boscosa che dominava le colline ad occidente del mwnaLago di Bracciano di cui sopravvive un settore oggi denominato mwnqBosco Macchia Grande, a Sud-Ovest di Manzianacite-ref-1[1]; lo stesso abitato di Manziana deriva quasi certamente il nome dalla foresta che lo cingeva; al dio mwogManth rimanda anche il toponimo di mwowManturianum/Manturanum, con il quale ormai di norma si identifica il sito di Monteranocite-ref-2[2]. Essendo il nome formato dalla radice mwqaMantur- cui è aggiunto il comune suffisso aggettivale mwqq-ianum/-anum, derivato presumibilmente dall'associazione con il termine neutro mwqgcastrum presente nelle fonti mwqwaltomedievali, se ne può dedurre che il nome etrusco dell'abitato potesse essere mwraManthuria o mwrqManthura, divenuto mwrgcastrum Manturianum in età tardo-antica per la presenza di una fortificazione, poi corrotto in mwsaManturanum da cui in italiano Monterano. Un mwsqgentilizio derivato dal toponimo, come in altri casi, sembra riscontrabile nell'attestazione di un mwsgLarth Manthureie su un dolio rinvenuto a poche decine di chilometri da Monterano. L'associazione tra il bosco ed il dio degli Inferi mwswManth derivò probabilmente dall'aspetto tetro ed impenetrabile della foresta e dalla presenza diffusa di polle di acqua sulfurea, anticamente considerate un'emanazione del mondo sotterraneo.
Età antica
La rocca tufacea su cui sorge Monterano fu sede di un villaggio dell'mwtgetà del bronzo, di cui sono noti materiali archeologici riferibili alla fase del Bronzo finale (secolo XI a.C.). Dal mwtwVII secolo a.C. la presenza di un centro etrusco è attestata in primo luogo dal ritrovamento di numerose tombe che occupano i poggi circostanti: Casale Palombara, I Grottini, Franco, Gatta Pelosa (le Pestarole, con resti di tombe a pozzetto), largo della Bandita (con la grotta di Tabacco e il Grottino, tombe a camera del VI secolo a.C.) e Ara del Tufo. Considerata la vicinanza spaziale, l'abitato di Monterano rientrava probabilmente nell'area di influenza politica della città di mwuaCerveteri.
Il territorio cominciò ad entrare sotto il controllo di mwugRoma negli anni successivi alla mwuwconquista di Veio (mwva396 a.C.) e al mwvqsacco gallico (mwvg390 a.C.): nel mwvw383 a.C. la vicina mwwaSutri cadeva definitivamente in mano ai Romani, ma un'occupazione dei centri minori come Monterano non si ebbe fino agli anni centrali del mwwqIV secolo, quando si mise fine all'antica amicizia tra Roma e Cerveteri. Nella seconda metà del mwwgIII secolo il controllo romano sul territorio fu rafforzato dalla realizzazione della mwwwvia Clodia da Roma a mwxaSaturnia, che transitava circa 3mwxq km a est di Monterano, nel luogo in cui sorse il municipio di mwxgmwxwForum Clodii, che dovette svolgere un ruolo di centro aggregante per la popolazione dell'area a danno degli abitati limitrofi tra cui Monterano. Tracce di un mausoleo romano a valle dell'abitato e le sepolture ad mwyaarcosolio scavate nella parete tufacea testimoniano che Monterano sopravvisse come piccolo borgo per tutta l'età romana. Numerose erano le ville diffuse nelle campagne circostanti.
Età medievale
Con la mwywcaduta dell'Impero romano d'Occidente, e la crisi economica, politica e demografica che ne seguì, mwzaForum Clodii, che era divenuta almeno dal mwzq313 mwzgsede vescovile, fu gradualmente abbandonata dalla popolazione in favore di siti meglio difesi, tra cui la vicina mwzwManturanum. Tra il mwaaVI e la prima metà del mwaqVII secolo la sede vescovile fu trasferita proprio a Monterano: la diocesi comprendente le terre tra il mwagLago di Bracciano e i mwawmonti della Tolfa mutò così il nome da diocesi di mwbaForum Clodii in mwbqdiocesi di Monterano. Il primo mwbgvescovo di cui si ha memoria è Reparato, menzionato nel mwbw649. Dal mwca590 circa Monterano fu incluso nel mwcqDucato romano sotto amministrazione dell'mwcgImpero bizantino. Negli anni intorno al mwcw730 Monterano fu al centro di un goffo tentativo di usurpazione del trono imperiale da parte di un tal Tiberio Petasio, che nel castello del borgo fu ucciso con i suoi sodali dai soldati guidati dall'mwdaesarca di Ravenna. Dal mwdq752 Monterano entrò nel mwdgPatrimonio di San Pietro, primo nucleo dello mwdwStato Pontificio. La diocesi è documentata fino al mweaX secolo ed in seguito fu annessa a quella di mweqSutri. Nell'mwegXI secolo il feudo divenne proprietà dell'mwewabbazia di San Paolo in Roma, che dotò il borgo di una torre quadrangolare, le cui strutture furono poi inglobate nel palazzo ducale. L'abitato divenne feudo degli mwfaAnguillara nel mwfqXIV secolo, quindi ducato in mano a famiglie vicine al Papato che si succedettero nel tempo, tra cui i mwfgColonna (dal mwfw1424). mwgaSisto IV la dette con titolo di contea a Mario mwgqMellinicite-ref-3[3], da cui la riacquistò per concederla al proprio nipote Bartolomeo Giuppo o Giubbacite-ref-4[4] naturalizzato mwigDella Roverecite-ref-5[5] il quale il 3 luglio 1487 rivendette Monterano (assieme a Cerveteri) a mwjwFranceschetto Cybo.
Età moderna
Nel settembre del mwlw1492 mwmaGentile Virginio Orsini, già proprietario del mwmqCastello di Bracciano, acquistò da mwmgFranceschetto Cybo il castello di Monterano (assieme ad altri vicini tra cui la rocca di mwmwAnguillara) e i suoi terreni e l'anno successivo li concesse al figlio mwnaCarlo. Al tempo degli Orsini Monterano era particolarmente rinomata per la peculiare produzione vinicolacite-ref-6[6]:
«VINO DI MONTERANO
Si porta all'alma Roma per terra da un castello così chiamato, distante da Roma una grande e grossa giornata. Questo è un castello antico di casa Orsina et vi è una grandissima selva domandata La Mantiana. Questo vino è tanto buono, che a volere narrare la sua propria bontà et scrivere assai, sarei troppo lungo et non potrei tanto scriverne et laudarlo, quanto più merita essere laudato. Tale vino credo certo, secondo il mio giudizio et la mia esperienza, non habbi pari bevanda in tutta Italia. [...] Di tali vini molti Prelati voriiano bere, ma per essere il luogo picciolo, vi si fa poco vino, onde bisogna che habbino pazienza.»
(Sante Lancerio, Lettera al cardinale Guido Ascanio Sforza, 1549)
Nell'ottobre del mwpa1671 il feudo entrò nelle proprietà della mwpqfamiglia Altieri grazie all'acquisto da parte di mwpgpapa Clemente X (al secolo Emilio Altieri): non avendo gli Altieri alcun erede diretto di sesso maschile, ad eccezione del papa, fu da questi stabilito che gli esponenti della famiglia dei Paluzzi Albertoni, più volte nel passato imparentatisi con gli Altieri, acquisissero il cognome della sua famiglia, assieme allo stemma e ai titoli nobiliari. mwpwGaspare Paluzzi Albertoni, divenuto ora Gaspare Altieri, fu quindi insignito, tra gli altri, del titolo di Duca di Monterano. Dopo aver acquisito il possesso del feudo gli Altieri intrapresero lavori volti al suo abbellimento e al miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti: gli anni immediatamente successivi al 1671 videro la realizzazione del maestoso acquedotto a due ordini di arcate nel tratto terminale e l'edificazione della chiesa di San Bonaventura, con annesso convento, sorta sulla parte inferiore del pianoro sommitale su cui insisteva il piccolo borgo. A Gaspare Altieri seguì nel mwqa1720 il figlio Emilio e alla morte di questi, nel mwqq1721, suo fratello mwqgGirolamo Antonio Altieri fino al mwqw1762, quando il titolo passò al primogenito mwraEmilio Carlo Altieri.
Durante il mwrgXVIII secolo gli mwrwAltieri trascurarono il feudo di Monterano, sfruttato principalmente per l'estrazione dello zolfo dalle sottostanti miniere, favorendo un graduale spopolamento del borgo, forse flagellato anche dalla mwsamalaria. Nel febbraio del mwsq1798 le truppe francesi entrarono a Roma, mettendo provvisoriamente fine al potere temporale del papa e instaurando la mwsgRepubblica romana, che mantennero in piedi mediante l'occupazione militare del territorio fino al settembre del mwsw1799cite-ref-7[7]. Come si legge da più parti, la lite tra gli abitanti di Monterano e quelli di mwuaTolfa circa un carico di grano fu usata a pretesto dalle truppe francesi per attaccare e saccheggiare il paese; in realtà, come è stato pure notato, il saccheggio e l'incendio di Monterano si pongono in un più ampio quadro di sollevazioni popolari delle comunità rurali ostili al nuovo ordine instaurato dalle milizie rivoluzionarie francesi, che portò anche all'incendio e al saccheggio della stessa Tolfa e di mwuqAllumiere nel marzo del mwug1799. Gli abitanti rimasti furono quindi spinti ad abbandonare il sito già in parziale rovina e a rifugiarsi nei centri vicini e in particolare nell'adiacente sito di Canale, dove nel tempo si sviluppò l'abitato di mwuwCanale Monterano.
Come detto l'importanza di Monterano nel '700 era legata allo sfruttamento delle mwvqminiere di zolfo intorno all'abitato; il cuore della produzione era presso la solfatara a sud della collina, ove scorre il Fosso del Bicione, attorno al quale sono state individuate 4 gallerie estrattive (Grotta del Taglio, Grotta del Pozzo, Grottavecchia e Grotta del Fuoco). La produzione dello mwvgzolfo, utilizzato per la disinfestazione delle mwvwviti e in varie attività industriali, continuò anche dopo l'abbandono del borgo, ma si arrestò poco dopo l'mwwaunità d'Italia.
Dal mwwg1966 Monterano è una mwwwsede vescovile titolare della mwxaChiesa cattolica, con il doppio titolo di mwxqMonterano/mwxgForum Clodii. Una campagna di restauri è stata promossa dal comune di Canale Monterano a partire dal mwxw1995.
Monumenti e luoghi d'interesse
Dal 1799 gli edifici di Monterano giacciono in uno stato di rovina che conferisce al luogo un grande fascino.
• L'acquedotto, recentemente restaurato dalla Provincia di Roma, attraversava le colline ad est del borgo con un canale sotterraneo che emergeva in superficie nel tratto finale, valicando la valletta ai piedi del palazzo ducale con un'imponente struttura a doppie arcate ancora in ottimo stato di conservazionecite-ref-tur-8-0[8].
• Il circuito murario. Ad est era la porta Romana, oggi poco visibile, che costituiva la via più rapida per entrare nell'abitato per chi proveniva dalla via Clodia e dunque da Roma; era protetta dalla mole del castello. A sud si apre la porta Gradella o Cretella ancora in buono stato di conservazione; da essa prende il via una strada pedonale lastricata con basoli romani probabilmente di spoglio utilizzata come via di comunicazione verso il fosso del Bicione e le miniere di zolfo. La porta di San Bonaventura ad ovest metteva in comunicazione l'abitato con il convento omonimo sito sul pianoro, subito all'esterno delle mura, ed era usata come porta principale del borgo, raggiungibile dalle due strade che cingevano a ferro di cavallo la rocca.
• La cattedrale di Santa Maria Assunta, sembra fondata nel mw3aXII secolo in sostituzione della più antica omonima cattedrale, posta nel sito poi occupato dal castello. Sopravvive il grande campanile.
• Il palazzo ducale o castello Orsini-Altieri è l'edificio più imponente del borgo, eretto in posizione dominante nella parte settentrionale dell'abitato. Nel sito del palazzo le recenti indagini ed analisi architettoniche hanno supposto la presenza dell'originaria Cattedrale di Santa Maria Assunta (un'aula di 18x12 m) con murature e arredi risalenti all'mw3getà carolingia. Nel XII secolo fu realizzata un'alta torre in muratura a pianta quadrangolare con funzione difensiva. Nel XIII secolo a questa struttura si saldò un recinto, probabilmente la prima rocca del sito. Alla fine del Quattrocento la cortina muraria fu rifatta e furono aggiunte delle belle torri cilindriche, che si devono presumibilmente alle ristrutturazioni avviate dalla famiglia Orsini (notevole la somiglianza con quelle nel castello di Bracciano, degli stessi proprietari)cite-ref-9[9]. Nel 1672 furono avviati i lavori per la trasformazione del castello rinascimentale in una dimora signorile, affidati inizialmente a mw4wCarlo Fontana. Nel 1679, per volere del principe Altieri, mw5aGian Lorenzo Bernini riprogettò la mw5qFortezza Monteranese, trasformandola in un palazzo ducale, decorando la parete esterna su Piazza Lunga con una fontana, sulla quale domina la statua di un leone che con le zampe percuote la roccia facendo zampillare l'acqua, da cui il nome di mw5gFontana del Leonecite-ref-10[10]. Bernini modificò anche la facciata principale del palazzo raccordando con un loggiato a sei arcate (imitante una rovina medievale) le due torri preesistenti, quadrata e medievale quella di sinistra (il mastio del castello, del XII secolo), circolare e quattrocentesca quella di destra (probabilmente pertinente alla ristrutturazione avviata dagli Orsini). Una rappresentazione del palazzo è in un dipinto del 1781 di G. Barbieri nel palazzo Altieri di Oriolo.
• La chiesa di San Rocco, affacciata su piazza Lunga e adiacente al palazzo ducale, risale verosimilmente al XV secolo. L'interno a navata unica conserva l'abside con l'altare. Ai fianchi della navata si aprono due piccole cappelle.
• La chiesa di San Bonaventura con l'annesso convento furono costruiti tra il 1677 ed il 1679 su impulso della famiglia Altieri e affidati inizialmente agli mw7qAgostiniani Scalzi, poi a preti secolari e dal 1719 agli eremiti mw7gservi di Maria di mw7wMonte Senario. L'elegante architettura fu progettata da mw8aGian Lorenzo Bernini e innalzata al di fuori del borgo, in asse con la porta di San Bonaventura. La chiesa è a navata unica con due cappelle laterali, con cupola estradossata (non conservata) munita di lanterna. La facciata era inquadrata da due campanili. Alle spalle si apriva un grande chiostro a tre lati su cui affacciavano le celle del convento, opera di mw8qMattia de Rossi su progetto del Bernini. Nello spazio antistante la facciata il piazzale è abbellito da una fontana ottagonalecite-ref-11[11]. Una rappresentazione della chiesa è in un dipinto del 1781 di G. Barbieri nel mw9gpalazzo Altieri di mw9wOriolo Romanocite-ref-12[12].
• Il cavone è una tagliata viaria etrusca scavata a mezzacosta lungo le pendici meridionali della collina, attualmente non percorribile a causa della caduta di massi dall'alto; la larghezza ridotta permetteva il solo transito di pedoni. Il sentiero che la attraversa proviene dalla Porta Gradella e scende fino alla valle sottostante solcata dal Fosso del Bicione.
Duchi di Monterano della famiglia Altieri
1. mwaqaGaspare Paluzzi Albertoni, divenuto contestualmente Gaspare Altieri (1671-1720)
2. mwaqiEmilio Altieri (1720-1721)
3. mwaqqGirolamo Antonio Altieri (1721-1762)
4. mwaqyEmilio Carlo Altieri (1762-1801)
Set cinematografico
Monterano è stato set di quasi un centinaio di film a partire dagli mwaqsanni cinquantacite-ref-13[13], e ancora oggi arrivano le richieste d'uso, che vengono vagliate dall'ente gestore della Riserva.
• mwarymwarcGuardie e ladri (1951), di Mario Monicelli e mwargSteno
• mwaromwarsBen-Hur (1959)
• mwar0mwar4La cintura di castità (1967), di mwar8Pasquale Festa Campanile
• mwasemwasiBrancaleone alle crociate (1970), di mwasmMario Monicelli
• mwasumwasyIl marchese del Grillo (1981) di Mario Monicelli
• mwasgmwaskDèmoni (1985) di mwasoLamberto Bava
• mwaswmwas0Ladyhawke (1985) di mwas4Richard Donner
• mwatamwateLa visione del sabba (1988) di mwatiMarco Bellocchio
• mwatqI misteri della città eterna (Mad Production, Luglio 2005)
• mwatcIl figlio (cortometraggio a cura del Centro sperimentale di cinematografia, luglio 2005)
• mwatkmwatoArrivederci amore, ciao (Studio Urania dicembre 2005),
• mwatwmwat0La freccia nera (miniserie televisiva 2006) (Tevere film, gennaio 2006)
• mwat8mwauaJoe Petrosino (Clemi cinematografica, marzo 2006)
• mwauiBlueray (programma pilota di divulgazione scientifica-CICAP Italia, maggio 2006)
• mwauuSulle ali della pace (Ass.ne culturale la tribù dell'arte, giugno 2006)
• mwaucmwaugLe tre rose di Eva 3 (RTI 2014).
• mwauoEpilogo di Cony Ray (short film, genere drammatico), una produzione indipendente (Italia, 2016)
• mwauwmwau0Puoi baciare lo sposo (2018)
• mwau8mwavaLuna nera (2020)
• mwavimwavmIl Monaco che vinse l'Apocalisse (2023) di Jordan River
Galleria d'immagini
Note
cite-note-11. ↑ La silva Mantiana non è citata dagli autori antichi ma ricordata nella cartografia e nelle fonti dal medioevo all'età moderna.
cite-note-33. ↑ v. A. Modilgiani, Mario Mellini in Dizionario biografico degli Italiani
cite-note-44. ↑ v. voce a cura di Stefania Camilli, mwazkGentil Virginio Orsini in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 79 (2013)
cite-note-55. ↑ v. Il diario romano di Jacopo Gherardi da Volterra in mwaz0Rerum Italicarum Scriptores, II serie, vol. XXXIII, parte III
cite-note-66. ↑ mwaaeVittorio Gradoli, mwaaimwaam...non habbi pari bevanda in tutta Italia..., su mwaaqcomune.canalemonterano.rm.it mwaau(archiviato dall'mwaayurl originale il 28 aprile 2016).
cite-note-77. ↑ mwaaomwaasmwaawDalla morte di papa Clemente X Altieri alla distruzione finale, su mwaa0La città fantasma di Monterano, mwaa4lazionascosto.it. mwaa8URL consultato il 29 dicembre 2021.
cite-note-tur-88. ↑ mwabmmwabqmonteranoriserva.com, mwabuhttp://www.monteranoriserva.com/wp/wp-content/uploads/file/2-turano.pdfmwaby Titolo mancante per url mwabcurl (aiuto).
cite-note-99. ↑ mwab0P. Arthur - M. Leo Imperiale (a cura di), mwab4VII Congresso nazionale di archeologia medievale, Sesto Fiorentino, All'Insegna del Giglio, 2015, pp.mwab8 258-262.
cite-note-1010. ↑ La fontana attualmente non è funzionante e il leone presente nel borgo abbandonato di Monterano è solo una copia: l'originale è conservato all'interno dell'edificio del Comune di Canale Monterano.
cite-note-1111. ↑ Una copia, l'originale è stata spostata nella piazza del Comune di Canale Monterano.
cite-note-1212. ↑ mwackmwacocomune.canalemonterano.rm.it, mwacshttp://www.comune.canalemonterano.rm.it/images/pagine/bonaventura2.jpgmwacw Titolo mancante per url mwac0url (aiuto).
cite-note-1313. ↑ mwadmmwadqmwaduRiserva Naturale Monterano - Punti di Interesse, su mwadyparks.it.
Bibliografia
• Anonimo, mwadoAugurio di nuova prole all'eccellentissima signora Duchessa di Monterano, poesia per musica, Siena, Bonetti, 1704.
• mwaecRegione Lazio, Ass. Programmazione, Ufficio Parchi, Riserve Naturali (a cura di), Il Tolfetano Cerite: Macchiatonda, Marturanum, Manziana, Monterano, Roma, Quasar, 1992, SBN RLZ0236635.
• mwaekAngelo Stefani e Francesca Stefani (a cura di), Monterano: riserva naturale, Roma, Rivista militare, 1989.
• mwaesFrancesco Stefani, Monterano: tremila anni di storia, Roma, Rivista militare, 1987, SBN CFI0119583.
Voci correlate
• mwafeCanale Monterano
• mwafmCittà fantasma
• mwafuVia Clodia
• mwafcDiocesi di Monterano
• mwafsGian Lorenzo Bernini
• mwaf0Altieri
• mwaf8Principi di Oriolo
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Collegamenti esterni
• mwagqIl borgo sul sito della Riserva naturale di Monterano, su monteranoriserva.com.
• mwagyMonterano nel sito del Comune di Canale Monterano, su comune.canalemonterano.rm.it. URL consultato l'11 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2019).
• mwaggMonterano raccontato da Daniele Aristarco, su raiplayradio.it. URL consultato il 9 novembre 2020.
• mwagoMonterano sul sito di Lost Memories, blog fotografico.